Cos’è il monitoraggio personale in-ear?

Prima di imparare cos’è il monitoraggio in-ear, è necessario capire cosa sia il monitoraggio e perché sia necessario. In sostanza il monitoraggio consiste nell’essere in grado di sentire (monitorare) la propria performance in tempo reale, così da sapere esattamente non solo quello che si sta facendo, ma anche quello che stanno facendo tutti gli altri musicisti sul palco.

Il monitoraggio sul palco è iniziato negli anni Sessanta, quando rock band sempre più “rumorose” iniziarono a capire che, se tutti membri della band erano in grado di ascoltarsi l’un l’altro, potevano suonare meglio. Il monitoraggio veniva fatto inviando mix audio specifici a casse acustiche appoggiate sul palcoscenico (dette “wedge”). Questa soluzione ha avviato l’era del monitoraggio, ma il monitor a terra resta una soluzione rumorosa ed ingombrante che direziona il suono in un solo punto del palco.

Oggi i sistemi di monitoraggio in-ear personale consentono di ascoltare solo ciò che si vuole, senza influenzare l’ascolto degli altri. Questi sistemi sono dei dispositivi comodi da indossare che permettono di sostituire i monitor da palco con degli auricolari indossati direttamente nell’orecchio.

 

Quali vantaggi offre il monitoraggio personale in-ear?

Il monitoraggio convenzionale necessita di monitor a terra pesanti ed ingombranti che portano via spazio sul palco. Il monitoraggio in-ear è un monitoraggio più preciso e più piacevole da utilizzare:

  • Qualità audio: Gli auricolari in-ear permettono di ascoltare nitidamente un mix ad alta fedeltà con un volume più basso e con meno interruzioni dovute ai rumori indesiderati. Il suono è migliore anche per il pubblico, dal momento che i sistemi di monitoraggio in-ear eliminano il feedback. Inoltre, il forte rumore del palco, spesso dovuto al rimbombo dei monitor a terra, non viene ripreso dai microfoni sul palco.
  • Libertà di movimento: I monitor a terra direzionano il suono in un solo punto del palco. Nel monitoraggio in-ear, invece, le casse acustiche sono “nell’orecchio” di chi suona o canta: ciò consente una maggiore libertà di movimento perché si può sentire bene il mix in qualunque punto del palco.
  • Portabilità: I sistemi di monitoraggio in-ear occupano poco spazio: per trasportare un intero sistema IEM basta una valigetta. I monitor a terra non solo fanno molto rumore, ma sono anche ingombranti e pesanti da spostare.

 

Dove si può utilizzare il monitoraggio personale in-ear?

In quali casi si può utilizzare il monitoraggio personale in-ear? In generale, i sistemi di monitoraggio in-ear si possono utilizzare per qualsiasi applicazione in cui il monitoraggio è necessario.

  • Dal vivo sul palco: Le band che si esibiscono in location diverse sono avvantaggiate se possono controllare il loro mix personale. Inoltre, il trasporto dei materiali è meno faticoso, dal momento che non sono necessari né monitor a terra, né amplificatori.
  • Sale prove: Il monitoraggio in-ear trasforma anche la sala peggiore in uno spazio valido per le prove. Non solo ci si può esercitare di più, ma si riduce anche l’affaticamento della voce e il ronzio nelle orecchie.
  • Studio: I performer con gli auricolari in-ear sono in grado di controllare i livelli di volume e di regolare da soli il volume dei click track durante la registrazione. Inoltre possono indossare degli auricolari piccoli e confortevoli al posto delle ingombranti cuffie tradizionali. Gli auricolari ad isolamento sonoro riducono anche i suoni non desiderati e il rientro nel microfono durante la sovraregistrazione della voce.
  • Musicisti che suonano musica classica: I monitor a terra tendono a produrre feedback, in particolar modo quando si riprendono gli strumenti acustici. Sul palco o nel buco dell’orchestra, i sistemi di monitoraggio in-ear danno ai musicisti la possibilità di ascoltarsi in modo discreto, senza sacrificare la qualità del suono che il pubblico ascolta.
  • Performance in teatro o su altri palcoscenici: Gli artisti che si esibiscono sul palcoscenico apprezzano il fatto che il palco sia più libero grazie all’assenza di ingombranti monitor a terra. Ma il più grosso vantaggio offerto dal monitoraggio in-ear in queste situazioni è che gli attori, le attrici e la troupe possono ascoltare le indicazioni del regista senza che il pubblico se ne renda conto.
  • Broadcast: Oltre ai vantaggi a livelli audio, i sistemi IEM permettono ai reporter e a coloro che partecipano a trasmissioni radiotelevisive di isolarsi dai rumori esterni. Permettono anche il concatenamento degli eventi tramite collegamento satellitare e possono essere utilizzati come sistemi IFB (interruptible foldback) per i cameraman, i direttori di scena e per l’artista televisivo.